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sabato 10 dicembre 2011

La macchina del tempo si chiama Historypin


Il mondo è un enorme puntaspilli e ogni spillo è un ricordo, una testimonianza.
Stiamo parlando di Historypin, un bellissimo progetto sviluppato dalla no-profit We Are What We Do, in collaborazione con Google.


Historypin è da esplorare non solo collegandovi alla sua pagina principale (questo il link) da dove potrete partire per un fantastico viaggio nel tempo tra foto e video, ma anche visitando il blog (questo il link). E' interessantissima anche la sezione Collections con le gallerie create dagli iscritti sfogliabili anche con l'opzione Slide Show.

 Il video che sotto vi proponiamo presenta le principali funzionalità di Historypin.



Iscrivetevi e navigate un po' in giro,  se trovate una fotografia nel posto sbagliato segnalatela, aggiungete i vostri commenti o i vostri ricordi. E poi, se qualche volta vi capiterà di sfogliare vecchi album, riordinare cassetti e ritrovare foto dimenticate, beh... potrete metterle da parte e poi - magari in un pomeriggio piovoso - appuntare il vostro personalissimo pezzettino di storia nel grande racconto di Historypin.

Historypin è anche una app distribuita gratuitamente su Android Market e App Store.

mercoledì 19 ottobre 2011

Se avete paura di morire non leggete questo post


D'accordo, d'accordo... avrei potuto intitolare questo post in molti altri modi ma ho cercato l'effetto thriller facendo allo stesso tempo una piccola scommessa: credo che qualcuno lo leggerà comunque. I più giovani probabilmente lo apriranno con disinvoltura, sono quelli che hanno meno paura e non tanto perché, sotto sotto, si credono immortali - questa convinzione permane negli anni - ma perché della morte non hanno esperienza.

Comunque il pericolo è reale: in questo post Bobby Neel Adams ci prende a pugni senza nessuna pietà. Destro, sinistro e poi ancora un montante… fino a che gli occhi, invece di chiudersi gonfi e tumefatti, si aprono.
Ed è a questo punto che vediamo chiaramente una delle realtà più difficili da accettare, quella che porta con sé il seme di un traguardo, di una fine.

La maggior parte dei lavori fotografici di Bobby Neel Adams riguarda le trasformazioni che il corpo umano subisce in relazione all'età e alle diverse situazioni. Qui vi proponiamo due progetti: AgeMaps e FamilyTree. Bobby ha definito la sua tecnica alla fine degli anni '80 usando il fotomontaggio come una sorta di chirurgia fotografica per mezzo della quale altera le fotografie attraverso l'asportazione manuale e il collage fino ad ottenere, talvolta, la deturpazione del soggetto.

Consideriamo AgeMap: le immagini sono ottenute utilizzando fotografie del medesimo soggetto in età differenti, lo strappo è la linea di confine. Certo solo chi possiede una spiritualità veramente solida potrebbe essere indotto a ricercare questi risultati utilizzando fotografie che ritraggono se stesso a distanza di decenni.  Sarebbe un po' come guardarsi in uno specchio e rivolgersi il saluto dei frati trappisti: "Memento mori". Le immagini di apertura e quelle qui sotto fanno parte di questo progetto.


FamilyTree invece raccoglie le immagini risultanti dal montaggio di fotografie dei membri di una famiglia uniti da legami di parentela molto prossimi: madre e figlia, nonno e nipote ecc. Queste immagini visualizzano il DNA, rendendo tangibile il filo che collega il passato con il presente, trasmettono un sensazione di continuità, un'illusione di immortalità. Per chi condivide questa interpretazione - io non sono tra questi - forse sollevano un angolo svelando un po' del "Senso della Vita". Qui di seguito alcune delle immagini tratte da questo progetto.


Vi invitiamo naturalmente a esplorare tutto il sito di Bobby Neel Adams e poniamo anche un particolare accento sui progetti "Couples" e "Broken Wings".

A questo punto chiudo il post non mancando di ringraziare Bobby: in fondo è avere sempre ben presente l'idea della morte che conferisce un senso alla vita e ce ne fa apprezzare appieno la bellezza. Carpe diem!

sabato 17 settembre 2011

Dennis Calvert viaggia nel tempo

 
Light painting è un termine un po’ restrittivo per definire la ricerca che Dennis sta portando avanti utilizzando, come principali strumenti, la luce e il tempo. Sostiene che attraverso la luce si affini la nostra capacità di interpretare e definire l’universo e che la fotografia a lunga esposizione è il mezzo per superare la percezione comune della realtà, per vivere momenti multipli contemporaneamente, per diventare viaggiatori del tempo. In fondo Dannis è un supereroe così come lo vediamo nei suoi lavori e ci insegna a diventarlo a nostra volta, apparendo circondati da fantastiche forme luminose o avvolti dal fuoco come nel tutorial a questolink.  

Sul suo sito a questo link altri preziosi making of, ve ne offriamo di seguito un assaggio  di seguito