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giovedì 5 aprile 2012

La "ville lumière" è per Xavier la città delle ombre



Xavier Dumoulin è nato nei Pirenei. La montagna è stata per lui l'unico paesaggio possibile, amato ed esplorato con passione sino al trasferimento a Parigi. Il passaggio - dagli orizzonti lontani alla prospettiva immediata, dalla solitudine alla folla - lo ha sconcertato, facendolo sentire estraneo ed isolato.
La macchina fotografica è divenuta quindi il mezzo per indagare e filtrare la percezione di spazi diversi, immensi e geometrici, che lo hanno nel tempo sempre più affascinato e coinvolto. La scelta del bianco e nero è nei suoi ritratti urbani quasi imposta dal rigore delle forme, dalla necessità della sua anima montanara di razionalizzare la scoperta e lo stupore per certe luci dell'alba e della notte, per scorci e contrasti che la natura non conosce.
"Contre-nuit", la sua prima mostra a Parigi, risale all'anno scorso. Il titolo, pressochè intraducibile in italiano, forse in opposizione a contre-jour (controluce), allude ad un particolare momento luminoso, una contr'ombra che anima ogni soggetto. Di fatto in questa serie di scatti luci ed ombre sono quasi tangibili, scolpiscono e determinano gli spazi.







Sul sito di Dumoulin altre immagini  e due bellissime serie: "Passager de la nuit" e "Loup"

venerdì 16 marzo 2012

Quentin Arnaud e la forma del ritratto


Da Wikipedia: "Il ritratto è una rappresentazione di una persona secondo le sue reali fattezze."

Si possono definire "ritratti" gli scatti che Quentin Arnaud ha raccolto nella sua serie "Shape"?
No di certo, almeno secondo la definizione che abbiamo riportato, in quanto le "reali fattezze" sono inghiottite da un'ombra scura come l'inchiostro o, se prefieriamo, sono accennate da spruzzi di luce.
Quentin ha infatti intitolato la serie "Shape" che significa "forma": in queste fotografie rappresenta la forma di un ritratto, i volumi essenziali. Tutto il resto è nascosto. Ignoto.
A ben pensarci... però... sono ritratti che rappresentano quello che il più delle volte ci è dato conoscere delle persone che ci circondano: solo i contorni, solo qualche dettaglio.
Comunque la si veda, la sua serie ci è molto piaciuta e vi invitiamo a gustarvela a questo link.
Su Quentin Arnaud invece non abbiamo trovato molte notizie se non che abita a Toulouse in Francia e fa il fotografo questi i suoi link: Facebook, Tumblr, Behance network.


lunedì 30 maggio 2011

I punti di vista di Francesca de Pieri: plexiglass e tecnica della doppia stampa


Francesca De Pieri descrive così la sua ricerca fotografica:
"La tecnica con cui lavoro è quella della doppia stampa, ossia della sovrapposizione fotografica su più livelli, i temi a cui lavoro sono la riconversione dei luoghi importanti per lo sviluppo storico del territorio, le riconversioni di luoghi naturali al loro ruolo d'origine, le storie che ad essi s'intrecciano e le metamorfosi del corpo oltre la superficie acquosa. Attualmente a queste analisi si è aggiunto lo studio dei carillon, come esempio di "arteficio permanente", soggetto che studio con curiosità e...voyerismo".

Francesca interpreta la tecnica della doppia stampa utilizzando lastre di plexiglass sovrapposte: ogni lamina riporta una parte della fotografia che si può vedere "correttamente a fuoco" nel suo insieme solo osservandola di fronte, perpendicolarmente. Ad ogni altro movimento laterale compiuto dall'osservatore corrisponde una trasformazione, una sfasatura, una vibrazione visiva. 
Qui di seguito vedete come la stessa immagine cambia se osservata di fronte o leggermente di lato.


martedì 17 maggio 2011

Katerine Gulla: luci e ombre di fotografie su plexiglass


Katherine ha studiato pittura alla Cranbrook Academy of Art, ha frequentato la Scuola Superiore di Musica e Arte a New York. Noi l'abbiamo incontrata navigando qui e là alla ricerca di fotografi che utilizzano il plexiglass come supporto di stampa per le loro fotografie anzi, per meglio dire, che attraverso l'utilizzo di questo supporto sviluppano nuove soluzioni e nuovi linguaggi. 
Katrin Gulla è indubbiamente una di questi pochi.
Attraverso la stampa su plexiglass e l'angolo ottenuto grazie a dei supporti appositamente studiati rispetto al muro dove sono appoggiate, le fotografie di Katrin ci parlano di ombre, di riflessi di echi... insomma della "duplicità", di come si è e di come si appare e di come questo apparire cambi e muti rispetto ai diversi punti di vista.


Katrin ci ha emozionato e le sue serie Shadows, Arboretum e Drapple ci sembrano uno splendido esempio di come la creatività e il messaggio di un artista possano essere valorizzati dalla scelta del media ideale per la loro veicolazione.
Vi invitamo a visitare il sito di Katherine Gulla a questo link.