martedì 11 ottobre 2011

Hänsel e Gretel, Pollicino e Jakob Wagner


Si sa, i bambini nei boschi si perdono, incontrano orchi e streghe e poi riescono a ritornare rocambolescamente a casa lasciandosi dietro una scia di sangue. Nei boschi abitano lupi famelici, i serial killer abbandonano le loro vittime, Spaventose Creature non meglio identificate seminano il terrore.
Il bosco ci fa paura, specialmente la notte e quando c'è la nebbia. Con il sole spuntano gnomi canterini, coniglietti, fiori e scoiattoli, ma questa è un'altra storia.

Quella che ci racconta Jakob Wagner, si intitola Vertical Wood: si tratta di una serie di fotografie scattate di giorno in una serie di boschi diversi e qui vi regna l'inquietudine.
E' proprio la luce che sfuma e moltiplica il contorno degli alberi a rendere il bosco ancora più fitto fino a farlo vibrare, che lo riempie di rumori e scricchiolii.

Jakob Wagner è nato 1985 in Germania. Vive a Duesseldorf, dove principalmente svolge l'attività di freelance e assistente ma, quando non lavora per altri fotografi, si dedica con passione a sviluppare progetti propri. Vi invitiamo a visitare il suo sito a questo link dove potrete trovare altri interessantissimi lavori.



lunedì 10 ottobre 2011

Looking Into the Past: il ritorno al futuro su Flickr


Abbiamo già parlato in un post precedente del fascino che vecchie fotografie riescono ad esercitare su alcuni artisti e fotografi. A volte accade che, capitando nelle mani giuste, queste immagini si trasformino in una sorta di macchina del tempo. Su Flickr è nato una gruppo che si chiama Looking into the past che conta ad oggi 4.006 membri, ed è interessante vedere come "lo sguardo nel passato" viene interpretato dai diversi autori.
Nella fotografia sopra l'autore, Hajime Ishikawa, incontra se stesso bambino sulla soglia di casa a Kyoto.

Ron Ciervo, ricostruisce minuziosamente il punto di ripresa, nelle sue immagini passato e presente si fondono alla perfezione: nella foto sopra vediamo l'Allen Hotel di Tampa in una elaborazione ottenuta utilizzando due riprese, una del 1921 e una del 2011.


Jason Powell nella foto sopra commemora la tragedia dell'11 settembre a New York, mentre Richard Friend nella foto sotto "My mom" incontra sua madre, nel 1964, davanti al numero civico 5120 della Settima strada a New York.



domenica 9 ottobre 2011

In Tokyo Slo-Mo tutte le tecniche per rappresentare il dinamismo collettivo



Con Tokyo Slo-Mo l'artista Alex Lee rende omaggio alla sua città natale; il video ne riporta frammenti di cultura e stili di vita  attraverso un montaggio molto accurato, che trasmette perfettamente la frenesia della capitale giapponese nonostante molte riprese siano rallentate.
Le tecniche utilizzate sono molte, un mix di slow motion, stop motion, time-lapse e tilt-Shift.
Lee ama definirsi  "solo un bambino, in città con una macchina fotografica", ma il movimento lento e ritmato, i tagli rapidi e i filtri pesanti rivelano mestiere, e una energia fresca e vibrante. Tutto è metodicamente pianificato: i tagli sono al momento giusto, ogni dettaglio è rappresentato con amorevole cura e gli effetti di post-produzione sono applicati con equilibrio, in un misurato gioco di colore e contrasto.
Anche la scelta musicale: (And the World Laughs With You - Thom Yorke) con il suo stile vagamente psichedelico, è perfetta per accompagnare il ritmo incalzante della vita della capitale.

La tecnica Tilt-Shift, che Lee abbina ad altre più note, è di natura fotografica ed è generalmente utilizzata per trasformare persone e cose ritratte in miniature; ad una prima occhiata questi soggetti sembrano far parte di una specie di diorama o modellino.

Ciò è possibile utilizzando obiettivi dedicati (Tilt and Shift appunto), che sono in grado di effettuare movimenti che spostano dei gruppi ottici e modificano il piano di fuoco, in modo che non sia più parallelo al sensore. Li si utilizza perloppiù per mettere a fuoco elementi che giacciono su piani diversi, ma l'uso che ne fa Lee è finalizzato ad  un effetto radicalmente diverso e dinamico: l'osservazione ravvicinata del formicolio collettivo.




TOKYO SLO-MODE from alex lee on Vimeo.

venerdì 7 ottobre 2011

Quando il ritratto diventa thriller: Tom Hoops


Qualcuno ha definito Tom Hoops il Quentin Tarantino del ritratto. Quello che è certo è che le sue fotografie intrigano, inquietano. Si naviga attraverso il suo sito incontrando volti avvolti in un pesante e magnetico bianco e nero, volti straordinari, ritratti che non si dimenticano.

Le storie che leggiamo negli sguardi, nelle pieghe del volto e negli atteggiamenti non sono certo favole ma piuttosto gialli e noir intrisi a volte di follia. Storie pesanti catturate come in un reportage che connotano il lavoro di Tom attraverso con uno stile unico e immediatamente riconoscibile anche nei suoi lavori commerciali.
Un grande talento, indubbiamente un vero mostro nascosto dietro l'obiettivo.
Questo il link al suo sito.



mercoledì 5 ottobre 2011

Danilo Maraschi scrive con la fotografia


Abbiamo "incontrato" Danilo Maraschi attraverso la nostra pagina Facebook. Ha cliccato su un "Mi piace" così siamo andati a trovarlo, digitalmente parlando. E' stata una visita piena di scoperte: Danilo ha un sito (questo il link) dove scrive attraverso fotografie, i suoi bianchi e neri raccontano storie di strada. Meglio, Danilo Maraschi ferma momenti di storie e ci costringe ad immaginarne il seguito, a chiederci dove mai starà andando quel bambino sul monopattino, un bambino sicuramente amato perché la mamma gli ha insegnato a mettere il casco. E' lì sospeso al centro dell'inquadratura ma sta correndo via e le linee del marciapiede e della strada sottolineano la gamba sollevata che spinge e spinge e spinge... E altre storie ancora, da osservare per trovare in ciascuna il proprio racconto.
E poi abbiamo visitato il suo blog (questo il link) e allora abbiamo capito. Danilo scrive davvero e scrive racconti brevi, presenta con queste parole il suo progetto 30 - Maalox generation:

“30” è la cronistoria di un mese, l’ultimo, di uno stabilimento in chiusura. Uno stabilimento che produceva migliaia di lavatrici al giorno su catena di montaggio, abitato da oltre cinquecento dipendenti.
Trenta sono i racconti, uno per ogni giorno, uno per ogni anima. Trenta sono le fotografie narrate di trenta personaggi diversi, buoni o cattivi che siano, che giorno dopo giorno si susseguono a volte sfiorandosi altre intrecciandosi per confluire tutte nell’ultima ora di lavoro.
I racconti hanno un tempo di lettura pari a quello necessario per l’assunzione di una pastiglia di Maalox, di cui, in una confezione se ne contano proprio trenta.
“30” è uno sfogo, un pianto, un urlo…

Noi vi abbiamo trovato i primi sei giorni, speriamo che Danilo continui a raccontare e, se lo farà, noi certamente continueremo a leggere le sue immagini e le sue parole.



martedì 4 ottobre 2011

Per il brand del tennis riecco Tron



Tron, l'eroe cibernetico protagonista del film del 1982 e del celebre sequel Tron Legacy del 2010, entrambe di Dysney, continua ad ispirare creativi ed animatori, probabilmente per la sua capacità di creare un universo di immagini e suoni il cui senso e la cui potenza comunicativa vanno ben oltre alla storia raccontata.
M.I.E. studio londinese di animazione specializzato in commercials, ha realizzato per la linea Head, del planetario brand del tennis Head, un personaggio che per certi aspetti ricorda il vecchio androide, reinterpretato con dettagli, giochi di luce e tecnologie più aggiornate.
Le traiettorie luminose della racchetta. gli effetti dinamici del giocatore (che hanno richiesto una serie di studi preparatori da vecchia scuola d'arte, con illustrazioni su posture e movimenti) e il ritmo scandito dalla musica, espressamente composta dallo studio Meanred hanno contribuito al consenso ottenuto dallo spot alla recentissima presentazione in anteprima al Fashion Show di Shangai.
Modelling: Qiying Ma - Rigging: Rafael Jimenez - Animation: Rafael Jimenez, Robert Findlay, Beata Krisztina Ujj, Tom Geraedts, Sarah Beeby - Additional Animation: Mathew Gibson - Compositing: Tom Geraedts - Additional Compositing: Sarah Beeby, Yuki Kijima - Project Managing: Eduarda Lima - VFX consultant: David Lewandowski - Music: Meanred







domenica 2 ottobre 2011

Fotografia impressionista: Eva Polak cattura stati d’animo


Per nostra fortuna ad Eva Polak piace scrivere. Eva è una fotografa impressionista. Così lei stessa scrive sul suo sito (questo il link): “... quel pomeriggio ho deciso di dimenticare tutti i concetti e le regole della fotografia tradizionale e mi sono concessa il permesso di sperimentare. E’ stata l'esperienza più liberatoria della mia vita. Improvvisamente non ci sono regole da rispettare, nessun errore, nessun fallimento, solo nuove possibilità e nuove scoperte. 
Con questa libertà di espressione appena conquistata, ho provato piacere nello scattare fotografie più di quanto non l’avessi mai provato prima e arrivata a casa ero entusiasta delle scoperte che avevo fatto. Quella sera davanti al computer, mentre stavo rivedendo le mie foto, ho capito che non solo avevo scoperto nuovi modi di fare fotografie ma anche, per la prima volta, ero stata in grado di esprimermi attraverso la fotografia. Questo è stato. Questo era quello che volevo fare”.

Vi proponiamo di seguito un suo articolo (naturalmente sono sue anche le foto di questo post) pubblicato sull’interessantissima rivista elettronica in lingua inglese “PhotographyBB Online” distribuita gratuitamente in formato pdf (questo il link al loro sito). Ve ne consigliano vivamente il download e la lettura!


Come catturare uno stato d’animo componendo colore e luce

Fotografie che evocano uno stato d'animo, come il dramma, il mistero, la felicità, la suspense o la serenità, di solito attirano la nostra attenzione. Questo perché uno stato d'animo è difficile da definire e ricreare. Non si può toccare con una mano, non forma e quando lo ritroviamo in una fotografia questa inevitabilmente ci affascina. Lo stato d'animo è uno stato della mente, una risposta emotiva alle cose che vedi, senti o a un’esperienza vissuta. Se si vuole catturare questa atmosfera, lasciatevi guidare dalle vostre emozioni: solo così potrete essere in grado di rendere attraverso l’obiettivo le immagini che riflettono le vostre sensazioni in quel momento.

Come ogni stagione, l'autunno ha un aspetto e un’atmosfera caratteristici. E’ un momento di raccolta, cambiamento e preparazione all’inverno. Le foglie cadono lentamente e cambiano il loro colore assumendo sfumature dal giallo all’oro. La luce del solo splende attraverso la nebbia del mattino.

Questo è davvero il momento giusto per imparare a catturare uno stato d'animo e sperimentare come aggiungere atmosfera alle immagini.

La maggior parte dei fotografi principianti tende inconsciamente a scattare catturando un'atmosfera tranquilla: per questa ragione dobbiamo concentrarci per raggiungere coscientemente e pienamente gli effetti che stiamo cercando.

Come abbiamo detto prima, uno stato d’animo è il sapore emozionale di un’immagine che evoca sentimenti. Ogni elemento di un’immagine, tra cui il colore, il tono, l’angolo di ripresa, e la composizione, aggiunge pennellate all'atmosfera e alla sensazione che percepiamo quando guardiamo una fotografia. La composizione incanala la nostra attenzione nel cuore della fotografia, un’abile uso del colore e un angolo di ripresa adeguato possono suscitare interesse, la luce può essere usata per drammatizzare l’insieme: la sfida è quella di utilizzare questi elementi in modo appropriato.



Nella fotografia, la luce è necessaria per definire un soggetto. La qualità della luce ha un immenso potere emozionale. La luce ha il potere di far sembrare le cose calde o fredde, dure o morbide, piatte o tridimensionali. Per esempio, l'uso di luce dura può creare immagini drammatiche, piene di impatto e di vita; una luce morbida può generare immagini piene di mistero e di immaginazione, di atmosfera e sentimento.

La composizione deve essere sempre programmata per sottolineare un tema. La maggior parte delle immagini devono suscitare un impatto nell'ambito di pochi secondi, quindi bisogna sfruttare al meglio l'ambiente e raccontare una storia con gli elementi che vi sono compresi. Si può far riferimento alle regole del design e comporre secondo la forma delle lettere C, S, X e V. È possibile utilizzare linee orizzontali per descrivere calma e di riposo, o invece diagonali e linee decise per sottolineare dinamismo e giocosità.

Ma soprattutto è il colore che può essere usato efficacemente per esprimere un’emozione e creare uno stato d'animo. Ha una immediatezza magnetica. Il colore sembra avere una vita propria, può essere difficile da usare bene. La qualità del colore può portare intensità all’immagine, i suoi effetti possono essere molto diversi, a seconda del soggetto. Molto importante è anche il rapporto tra colori diversi. Per esempio i colori complementari, come il rosso e verde o il blu e l’arancio, sono accostamenti audaci e forzano lo spettatore a seguire il colore leggendo di conseguenza la composizione.



La consapevolezza di colore è il punto di partenza. Come potrete voi stessi verificare con l’esperienza il vostro modo di utilizzare il colore acquisterà personalità. L'obiettivo è sempre

di tradurre i vostri pensieri e sentimenti in particolari colori. Studiare gli effetti del colore vi aprirà gli occhi e vedrete maggiori possibilità di effettuare scelte compositive più ragionate e consapevoli.

Ricordatevi che stato d’animo e atmosfera non sono soggetti in se stessi, sono piuttosto gli strumenti per creare il contesto che aiuta a raccontare la storia del vostro soggetto. Prima di iniziare a creare immagini è utile considerare quale direzione si vuole prendere. Potete formulare il vostro obiettivo in una breve frase? Il vostro obiettivo potrebbe, per esempio, essere qualcosa del tipo: "Come posso mostrare, in un’immagine, lo stao d’animo suscitato dalle foglie che cadono in autunno? " La vostra scelta può essere fatta in termini di luce, forma, colore e tecnica. Per esempio:

Luce: dolce ma diretta per i colori autunnali audaci e forti come il giallo, arancione e marrone.

Forma: utilizzo di brevi linee oblique per la composizione dinamica e giocosa.

Tecnica: bassa velocità dell'otturatore per enfatizzare il movimento e cambiamento.

Come abbiamo visto avere un obiettivo chiaro di ciò che si cerca di trasmettere vi guiderà attraverso il processo di creazione dell'immagine. Buon divertimento e sperimentazione!




Noi aggiungiamo solo i nostri ringraziamenti a Eva Polak per il suo articolo e la sua passione e a tutta la reazione di PhotographyBB per il loro prezioso e disinteressato lavoro.