martedì 25 ottobre 2011

"Day Into Night" di Stephen Wilkes


Stephen Wilkes racconta il  trascorrere del tempo all'interno di una singola fotografia: il suo progetto si intitola "Day Into Night".
Wilkes fatto la prima immagine della serie nel 2009, quando era in missione per il New York Magazine nel centro di Manhattan. Il lavoro consisteva nel fotografare il parco pubblico High Line. Per ottenere una visione epica della High Line, Stephen ha scattato da 50 metri da terra, appollaiato su un braccio elevatore, con una fotocamera da 5 x 4, con un dorso digitale da 39-megapixel.


Wilkes ha ruotato la sua macchina fotografica manualmente, utilizzando un treppiede, per riprendere un campo molto ampio: durante la giornata ha scattato centinaia di foto. Ha mantenuto un costante f-stop, ma ha variato la velocità dell'otturatore per regolare l'esposizione. Periodicamente lui e il suo assistente, che era con lui sul braccio elevatore, hanno caricato le immagini su un computer portatile per creare composizioni grezze e per assicurarsi che tutto stesse procedendo nel verso giusto.


I panorami finali del progetto "Day Into Night" sono ricavati utilizzando tra le 30 e le 50 immagini, perfettamente miscelate in Photoshop, che trasmettono un graduale passaggio dal giorno alla notte.

"La cosa che preferisco come artista è quella di creare una stampa che dia allo spettatore un'esperienza viscerale" dice Wilkes. Lui oggi non ruota più la sua macchina fotografica ma stabilisce invece una prospettiva fissa e non muove la fotocamera per 10 o 15 ore. Resta focalizzato su una scena e ne afferra momenti molto specifici. Anche il braccio elevatore resta immobile. "In media scatto 1.000 immagini e di queste ne seleziono un gruppo molto particolare, rappresentazioni di momenti unici durante tutte le ore del giorno e della notte. Ho il posto migliore, davvero" dice "nessuno sa che sono lassù e che sto guardando in giù, verso di loro. Sono diventato il voyeur finale".

Potete visitare il sito di Stephen Wilkes a questo link.

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