L'artista inglese Bruce Munro lavora con la luce; le sue installazioni interagiscono con la natura creando paesaggi surreali di incredibile magia.
Nella sua prima grande mostra personale "Light" ha potuto disporre di immensi spazi, i ventitré acri dei Pennsylvania Longwood Gardens, che ha popolato con sei installazioni su larga scala, riservando al giardino d'inverno due opere più contenute.
In "Ninfee" centinaia di CD si confondono tra i gigli victoria che galleggiano in un grande lago del parco; "Led" è composta da torri che l'artista definisce "water towers", costruite con bottiglie e fibre ottiche che si colorano e pulsano in sincrono con la musica diffusa nel giardino; "Campo di luce" illumina il perimetro di un laghetto con 6500 lampade sferiche montate su steli luminosi, illuminate da 13 proiettori da 150 watt a ioduri metallici.
Per apprezzare le variazioni luminose e la suggestione dell'ambiente le fotografie non bastano, perciò vi presentiamo due video.
Nel primo potete compiere una breve visita alla mostra ai giardini, mentre il secondo presenta l'artista e il suo lavoro.
Per tutte le installazioni Munro usa materiale riciclato e modalità a basso consumo.
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mercoledì 13 giugno 2012
giovedì 24 maggio 2012
Avviso agli artisti: questo è il vostro momento per essere scoperti
Riceviamo sul nostro sito ufficiale espressionidigitali.it una comunicazione che sembra molto interessante, perciò la riportiamo qui perchè possano beneficiarne creativi ed artisti che frequentano il blog.
Sei un fotografo, un pittore. un artista digitale o concettuale, un creativo nel campo dell'immagine?
Come recita il payoff di AW "questo è il tuo momento per essere scoperto".
La "grande occasione" è costituita da "Self", il concorso organizzato da Artist Wanted, una organizzazione che promuove gli artisti emergenti di ogni parte del mondo - sia attraverso il concorso in questione, a cui si partecipa via web, che attraverso l'organizzazione di mostre ed iniziative di supporto - con l'erogazione di un sostegno economico non indifferente (negli ultimi cinque anni sono stati elargiti premi per oltre 1,5 milione di dollari).
Il tuo lavoro, se selezionato, sarà esposto a New York ad una grande collettiva della durata di tre settimane a cui saranno invitati curatori, galleristi e critica. Le opere selezionate saranno inoltre raccolte nel libro "Self: The Story of Artist" e pubblicate su Flash Art Magazine, il magazine che da quarant'anni costituisce un importante riferimento per il mondo artistico. Sembra tutto molto interessante, non ultimo l'elevato premio in denaro per il primo classificato.
Prima di iscrivervi e caricare online tutti i files richiesti (procedura che sembra puttosto facile), vi raccomandiamo di verificare bene qui tutti i dettagli su modalià di accesso e partecipazione, fee di entrata, eventuali vincoli e deadline di iscrizione.
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sabato 12 maggio 2012
Edouard Martinet e la bellezza del rottame
Lo scultore francese Edouard Martinet compone le sue creature metalliche utilizzando pezzi recuperati da moto, auto e oggetti cromati di ogni genere e provenienza. Non sappiamo se prima sceglie i pezzi, e poi dalla loro osservazione nasce l'opera, o se viceversa pensa il soggetto e poi rovista tra gli scarti di meccanici, rottamai e carrozzieri, certo è che ha intuito e sa guardare lontano. Il suo fantastico zoo, che privilegia insetti, volatili e pesci è costruito con minuziosa precisione, scegliendo accostamenti di textures, forme e colori che compongono un gradevolissimo e inconsueto bestiario. Contrariamente a quanto avviene in questo genere di ricomposizioni, che spesso spaziano dal kitch a un insensato patchwork del rottame, gli animaletti di Martinet hanno un senso artistico, una loro aggressiva eleganza. A volte creature minacciose, a volte delicate e poetiche, sempre proporzionate e perfettamente rifinite, reali nella loro totale assurdità, potrebbero mettersi a ronzare o a prendere il volo.
sabato 21 aprile 2012
Stillspotting nyc, il progetto multidisciplinare per NewYork
A New York la vitalità e la stimolazione dell'ambiente urbano possono essere piacevoli, ma per coloro che le vivono quotidianamente ci si chiede come sia possibile sfuggire, trovare sollievo, e fare pace con il proprio spazio in questa "città che non dorme mai".
Il Solomon R. Guggenheim Museum risponde con Stillspotting nyc; un progetto arrivato alla terza edizione che consiste in un programma multidisciplinare, ciascuno della durata di due anni, che vede coinvolti architetti, artisti, designer, compositori e filosofi di cinque distretti cittadini (Manhattan, Brooklyn, Bronx, Queens e Staten Island).
Ogni tre/cinque mesi vengono individuati "stillspots" su cui intervenire, realizzando tour pubblici, eventi e installazioni mirate al contesto. Parallelamente lo Spatial Information Design Lab (sidl) della facoltà di Architettura e Conservazione Ambientale della Columbia University rileva gli elementi di stress sonoro e dinamico attraverso una mappatura degli spazi in questione, ed elabora soluzioni adeguate. (A tale proposito è interessante osservare la mappatura sonora in pixel riportata sul sito del Guggenheim, che si può esplorare nel dettaglio con un doppio click)
Le proposte scientifiche, così come i lavori dei diversi artisti coinvolti, danno luogo a curiose mostre/narrazioni itineranti. L'ultima è "Transhistoria", riguarda il Queens e si svolge in circa sei spazi interni ed esterni che rappresentano storie di migrazione, spostamenti e ricerca di identità in nuove situazioni ambientali.
I video di Heidi Zito e Philip Mansfield illustrano alcuni scorci dei soggetti analizzati
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domenica 22 gennaio 2012
Leonid Tishkov in cerca della luna
L'artista russo Leonid Tishkov è ossessionato dalla luna, la rappresenta sempre in luminosissimo quarto, ambientandola in luoghi surreali nel suo progetto "Private moon", suggestiva combinazione di installazioni e fotografia di cui presentiamo alcuni significativi esempi.
Le notizie sull'artista sono scarsissime, Tishov parla malvolentieri di sè, mentre illustra dettagliatamente le sue scelte artistiche sul suo blog dove parla diffusamente anche della recente mostra a Berlino "Derelict utopias", alla Galerie Jiri Svestka Berlin , dove ha presentato i progetti Dabloids, Ladomir, The crystall stomach of the angel e lo stesso Private moon, poema visivo sulla solitudine e al tempo stesso risposta all'affermazione di Chesterton, secondo la quale "una religione personale è impossibile, così come sono impossibili un sole o una luna personali."
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venerdì 29 luglio 2011
I collages digitali di Jennis Li Cheng Tien
Le immagini della serie "Have a Nice Day", realizzate da Jennis Cheng Li Tien, potrebbero apparire come una collezione di dipinti sfocati. In realtà ogni pezzo è un collage di immagini estratte da internet, elaborate e distorte digitalmente.
Jennis Li Cheng Tien, nato nel 1983 a Taiwan, diplomato in Interactive Media Design al Politecnico di Singapore, ha conseguito un master presso la Bauhaus University di Weimar. Attualmente vive e lavora a Berlino.
Sul suo sito troverete una panoramica completa dei suoi lavori.
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mercoledì 1 giugno 2011
Quando il set è l'ambiente domestico
Frame da "Metro Boulot Dodo" di Nicola Crivellari
Due video di giovani artisti sono ambientati nell'abitazione dei protagonisti del filmato.
Nel primo, il recente "Filo rosso", Federica Viani ci porta nella casa della nonna, anziana signora emiliana con un trascorso di partigiana combattente, decorata per i suoi meriti di guerra. E' un mondo di ricordi tangibili e non, fatto di fotografie, soprammobili, medaglie, stratificazioni di centrini e memorie.
I colori e gli arredi ci rimandano all'infanzia, alle atmosfere delle vacanze dai nonni.
Nessuna voce racconta, ma le immagini riprese in sequenza dicono più di mille parole. Il sonoro è costituito dal rumore della macchina da cucire, con la quale simbolicamente l'anziana signora ricompone sulla linea Gotica un'Italia sbrindellata.
Il filo rosso che si dipana tra la nonna e Federica è la memoria, testimone affidato a mani più giovani.
Con un linguaggio delicato e suggestivo, la Viani in qualche modo ci coinvolge nell'impegno del ricordo.
Il filo rosso from Federica Viani on Vimeo.
Realizzato nel 2008 "Metro Boulot Dodo" di Nicola Crivellari rappresenta con ironia la vita del protagonista, dominata dalle presenze artistiche: le figurine di Keith Harring, i personaggi surreali di Magritte, l'ago di Gae Aulenti, i wrapped di Christo e un'infinità di citazioni annidate ovunque, in un ossessivo gioco di "caccia all'autore".
Anche nell'ambiente familiare moglie, nonna e suppellettili varie costituiscono una sorta di "galleria d'arte domestica"; vere e proprie installazioni corredate da tanto di targhetta didascalica.
In questa assenza di separazione tra arte e realtà Crivellari si interroga sulle conseguenze di una fruizione acritica e addomesticata: "Cosa succederebbe se si iniziassero ad utilizzare indistintamente allo stesso modo opere d'arte come oggetti della vita di tutti i giorni e principi artistici come regole di comportamento?
Domanda interessante...il dibattito è aperto.
Metro Boulot Dodo (2008) from Nicola Crivellari on Vimeo.
Altri video di Crivellari,Viani e molti altri giovani talenti a questo link
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venerdì 27 maggio 2011
Per Jim Denevan l'arte è effimera come l'esistenza
Esponente della Land Art, Jim Denevan traccia i suoi giganteschi disegni geometrici su spiagge, lande desolate, superfici ghiacciate.
Prima che inevitabili eventi naturali intervengano a cancellarli, l’artista californiano li fotografa, immortalando questi suggestivi “mandala”, che assumono, come avviene nel Buddismo e nell’Induismo, un significato spirituale e rituale. Attraverso queste tracce nella materia Denevan intende infatti “celebrare la Madre Terra”.
Di fatto, sostituendo all’opera convenzionalmente intesa l’instabilità di atti e segni che non hanno pretese di durata e di consistenza materiale, l'artista esprime un modello culturale di valore esistenziale generale, la cui testimonianza permane solamente nel mezzo fotografico digitalizzato.
La caducità dell’opera non condiziona la precisione né l’accuratezza dell’esecuzione finale.
Per la partitura degli spazi Denevan realizza dei “cartoni” in scala ridotta su cui programma la stesura generale.
Nel filmato realizzato da Peter Hinson in Nevada nel 2009 le riprese aeree consentono di osservare l'artista mentre realizza i suoi motivi rituali sul terreno già tormentato dalla suggestiva craquelure della siccità.
Brochure from Peter Hinson on Vimeo.
Potete vedere le realizzazioni nei diversi contesti naturali a questo link.
mercoledì 13 aprile 2011
La forma dell'acqua
Il lavoro di Shinichi Maruyama è inconsciamente influenzato dal senso della bellezza giapponese. Questo senso della bellezza può essere trovato nel concetto di "wabi-sabi", cioè la bellezza dell'imperfezione, della sobria eleganza e della transitorietà delle cose.
Da studente, Maruyama spesso scriveva in caratteri cinesi con inchiostro Sumi. Amava il nervosismo, la sensazione di precarietà che provava seduto davanti ad una pagina bianca vuota, il momento appena prima che il suo pennello toccasse la carta. Era sempre felice di vedere il risultato unico di ogni nuova pennellata.
Ricordando quei momenti d'infanzia, egli ha ricreato un grande "pennello" con un secchio di inchiostro o di acqua. Ottenendo la stessa sensazione di precarietà, di eccitazione nervosa, in piedi davanti allo spazio dello studio vuoto.
Con un rapido gesto, Shinichi lancia in aria acqua, inchiostri o vernici. Grazie ad apparecchiature fotografiche avanzate e a tempi di posa velocissimi congela quel micro-secondo in cui i liquidi sono sospesi in aria, bloccati in una suggestiva composizione.
Ogni gesto/tratto è unico, effimero, irripetibile. Non è mai possibile copiarlo o ricrearlo. Egli dice: "So che qualcosa di fantastico sta accadendo, un momento decisivo, ma non riesco a comprendere appieno l'evento fino a quando guardo queste immagini".
Per meglio comprendere la tecnica di Shinichi Maruyama guardate i video "Water Sculpture" o "Kusho".
Per approfondire il lavoro dell'artista giapponese potete visitare il suo sito
Water Sculpture from Shinichi Maruyama on Vimeo.
KUSHO from Shinichi Maruyama on Vimeo.
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giovedì 7 aprile 2011
Tecnologia digitale e interventi creativi: il corto diventa arte
Cortoons, festival dei cortometraggi d'animazione, in occasione della sua ottava edizione diviene il terreno di sperimentazione per un nuovo concetto cinematografico, in cui tecnologia digitale, modellazione 3D ed effetti di rallenty e accelerazione danno origine a filmati fuori dagli schemi, vere espressioni artistiche che travalicano il modello cinematografico convenzionale.
Il festival, che si svolge al Palladium di Roma dal 6 al 12 aprile, ospita generi e stili differenti provenienti da diversi paesi: un divertente Tetris rivisitato, il poetico viaggio verso il mare di piccole tartarughe di "Lose this child" e la cupezza surreale di "L'origine della creatura". Il francese "La nuit blanche" affascina per la ricchezza degli effetti ed un bianco e nero di grande intensità.
Saranno presenti anche lungometraggi, come il celeberrimo "9" di Shane Acker da cui Tim Burton ha tratto il film omonimo, L'illusioniste di Sylvain Chornet e The Fantastic Mr. Fox di Wes Anderson.
Un programma ricco di proposte e di suggestioni.
Ecco il link al sito del festival:
http://www.cortoons.it/
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martedì 15 marzo 2011
Anamorphosis di Mimmo Rubino
Dell'album anamorphosis di Mimmo "Rub" Rubino su Flickr e ci hanno colpito l'accuratezza e la poesia delle sue opere.
L'anamorfosi è una distorsione prospettica che, per essere colta, richiede all'osservatore di posizionarsi in un preciso punto dello spazio. Un po' come molti fatti della vita che per essere capiti fino in fondo ci chiedono di fare uno sforzo: di cambiare punto di vista.
La foto RHOME, a destra nell'immagine, ne è un esempio toccante. Vi consigliamo di guardare le sue opere su Flickr.
Blog di Mimmo Rubino
L'anamorfosi è una distorsione prospettica che, per essere colta, richiede all'osservatore di posizionarsi in un preciso punto dello spazio. Un po' come molti fatti della vita che per essere capiti fino in fondo ci chiedono di fare uno sforzo: di cambiare punto di vista.
La foto RHOME, a destra nell'immagine, ne è un esempio toccante. Vi consigliamo di guardare le sue opere su Flickr.
Blog di Mimmo Rubino
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domenica 27 febbraio 2011
Photo Opportunities - Corinne Vionnet
Le foto di viaggio, o meglio, delle vacanze trasformate in paesaggi onirici e rarefatti dove i punti di riferimento che ci permettono di riconoscere il luogo galleggiano dolcemente assumendo una consistenza eterea.
Le foto che tutti noi scattiamo e che testimoniano lo straordinario, l'altrove, la separazione dalle quotidiane esperienze di lavoro e di vita. Queste testimonianze oggi non sono più conservate nei cassetti delle nostre case ma in directory online, sono immagini digitali, si ricercano con parole chiave.
Corinne Vionnet attinge queste immagini da internet e le tesse insieme in velature sovrapposte ottenendo come risultato un'unica straordinaria immagine che sembra attraversare il tempo, dove l'immutabile cambia e vibra attraverso i filtri dell'esperienza umana.
Il sito dell'artista: http://www.corinnevionnet.com/
Le foto che tutti noi scattiamo e che testimoniano lo straordinario, l'altrove, la separazione dalle quotidiane esperienze di lavoro e di vita. Queste testimonianze oggi non sono più conservate nei cassetti delle nostre case ma in directory online, sono immagini digitali, si ricercano con parole chiave.
Corinne Vionnet attinge queste immagini da internet e le tesse insieme in velature sovrapposte ottenendo come risultato un'unica straordinaria immagine che sembra attraversare il tempo, dove l'immutabile cambia e vibra attraverso i filtri dell'esperienza umana.
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